31La Chiesa parrocchiale di Sant’Abbondio è probabilmente la prima nel Ticino dedicata al Santo vescovo di Como (450-468).

Nella Chiesa sono presenti opere degne di rilievo a lui dedicate, quali le pitture centrali della volta dell’altare maggiore e la scultura in legno del bleniese Genucchi, ripresa in gesso nella cappella del cimitero.

La Chiesa, che alcune ricerche datano all’XI secolo, dava il nome all’antico comune Concilii Sancti Abundii. L’edificio attuale, costruito sopra la precedente chiesa a tre navate, è sorto tra il 1653 e il 1670 (la facciata data del 1632). Esso segnò il passaggio della chiesa di Sant’Abbondio dalle forme primitive, fra il romanico e il gotico, a quelle del barocco. Nel 1694 è stato costruito il coro, mentre la sacrestia dal soffitto a volte e i notevoli arredi lignei risale alla prima metà del ‘700. L’altare maggiore, acquistato a Melegnano (Milano) nel 1816, è certamente opera d’epoca antecedente. Le notevoli balaustre in marmo risalgono invece al 1699. Una cappella in capo alla nave settentrionale è dedicata alla Beata Vergine del Rosario. Accanto ad essa, su 14 tavolette in rame sono dipinti i Misteri del rosario. L’altro altare, in testa alla nave meridionale, è ora dedicato a S. Antonio da Padova (prima a S. Antonio Abate). Di particolare pregio è il gonfalone in seta della confraternita del Rosario (1721), posto in fondo alla Chiesa, disegnato dal cav. G.A. Petrini di Carona. Del Petrini anche il dipinto a olio su tela raffigurante la Vergine del rosario con Santa Caterina da Siena e San Domenico (1726 ca.).

La Chiesa di Sant’Abbondio è stata restaurata nel 1930, mentre l’interno ha subito, nel 1998 un grande restauro conservativo ad opera dell’architetto Gianfranco Rossi. In tale occasione sono state posate le nuove vetrate, opera di Fra Roberto Pasotti.